domenica 23 febbraio 2020
Il maniero
Tu vivi sola in un lontano maniero, nel quale conservi i ricordi, e non apri mai le finestre. Spalancale, e ascolta la voce del vento. Sentirai parole antiche ed echi lontani. Di notte, guarda il cielo, e vedrai quella stella che illumina una memoria sepolta nel deserto. Io salirò lassù, a Casa del Monte, per cercare quella stella e sognare assieme come allora.
domenica 16 febbraio 2020
Oltre l'azzurro
Riposavo sulla cima della collina, e il cielo non era mai stato così azzurro, azzurro e vicino. Nell'incanto dell'azzurro, dal coro degli angeli si udivano cantate di Bach. Poi silenzio, e nel silenzio dal tuo violoncello una sonata di Bach.
Mentre gli angeli ti applaudivano, io ti sognavo.
Mentre gli angeli ti applaudivano, io ti sognavo.
domenica 9 febbraio 2020
Il vento
Dove inizia il sentiero tortuoso che sale tra quelle coste, c'è una maestà e, sul suo tetto, una croce di ferro che cerca l'azzurro del cielo. Prima di salire, osservo il volto della Madonna. Sussurro una preghiera, e lo sguardo della Vergine sembra dirmi: continua il cammino.
Rassicurato, vado lassù per ritrovare la luce di quegli occhi che il vento ha portato da un silenzioso deserto, per farmi rivivere quel sogno di tanto tempo fa. Ora quella luce illumina una sorgente, che scorre tra erbe profumate e gigli montani. Vento, non tornare a riprendere quella luce. Rimani là, in quel muto deserto. Ti prego, lasciami quel ricordo.
A Casa del Monte, in una fontana, sono cadute lacrime di un angelo.
Rassicurato, vado lassù per ritrovare la luce di quegli occhi che il vento ha portato da un silenzioso deserto, per farmi rivivere quel sogno di tanto tempo fa. Ora quella luce illumina una sorgente, che scorre tra erbe profumate e gigli montani. Vento, non tornare a riprendere quella luce. Rimani là, in quel muto deserto. Ti prego, lasciami quel ricordo.
A Casa del Monte, in una fontana, sono cadute lacrime di un angelo.
domenica 2 febbraio 2020
Il fantasma
Lassù, in una misteriosa sorgente, si specchia l'ombra di un fantasma, e nel silenzio della notte le stelle la cercano. Prima che la neve e il ghiaccio nascondano l'ombra di quel fantasma, arriva un vento da un lontano deserto, e la riporta in una duna.
Sulla piccola sorgente giace un ramo, che il peso della neve ha spezzato da un abete. Nelle notti di luna piena, si apre una finestra nel borgo di Casa del Monte, e qualcuno, assieme alle stelle, aspetta il ritorno di quel fantasma.
Sulla piccola sorgente giace un ramo, che il peso della neve ha spezzato da un abete. Nelle notti di luna piena, si apre una finestra nel borgo di Casa del Monte, e qualcuno, assieme alle stelle, aspetta il ritorno di quel fantasma.
domenica 26 gennaio 2020
La radura
Da vecchio, solo e con fatica ero tornato come uno straniero, senza far rumore, su quella radura dove, un giorno di novembre e di nebbie, una mano ignota aveva nascosto i miei sogni di bambino. Al ritorno, nel sentiero il fogliame era mosso dal vento, e mi parlava di silenzi lontani. Nella sorgente, impronte azzurre, e su un ramo spezzato vecchie lacrime. A Casa del Monte gli orizzonti erano spenti.
domenica 19 gennaio 2020
Il vecchio
Le ombre dell'autunno morente erano fosche, e sui sentieri misteriosi silenzi. Una nebbia azzurra si adagiava su una piccola sorgente, che raccontava una storia lontana a un'ombra celeste. Tra le foglie marce e il muschio scivoloso, i passi lenti e grevi di un vecchio. Mentre il vecchio si avvicinava alla sorgente, la nebbia azzurra svaniva, e la sorgente taceva.
Raccontano che, di notte, quel vecchio cammini nei fossi di Casa del Monte, dove non scorre più acqua.
Raccontano che, di notte, quel vecchio cammini nei fossi di Casa del Monte, dove non scorre più acqua.
domenica 12 gennaio 2020
Le parole del vento
A Casa del Monte, tra le macerie di quella dimora, era caduta la vecchia quercia. Aveva disperso sulle pietre nidi disfatti, e qua e là tracce di muschio. Camminavo in boschi ormai spogli, e, danzando, qualche foglia dorata si posava sulla mia spalla.Nei fossi, ombre bianche di brina e di foglie secche strapazzate dagli uccelli. Da una radura, mi sembrava di udire un lamento o forse un pianto. Niente di tutto questo. Era la voce del vento. Mi raccontava quella storia lontana, e mi diceva di non dimenticare quel sogno sepolto in una silenziosa duna. Al ritorno, scendeva la nebbia e si posava sonnecchiando sugli alberi spenti.
Nel mistico silenzio autunnale, tra la nebbia sempre più fitta, l'eco di un tragico flamenco.
Nel mistico silenzio autunnale, tra la nebbia sempre più fitta, l'eco di un tragico flamenco.
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