sabato 9 ottobre 2010

Regalo d'autunno

C'è un lungo viottolo invaso da foglie dai colori spenti: è il regalo dell'autunno. Conduce a un fosco lago circondato da gole paurose, dove un maniero si specchia e attende. Qualcuno, che vive lontano nella vasta pianura dagli orizzonti indefiniti, con lo spirito annega ogni giorno nelle acque di quel lago remoto.

(La foto è tratta da: http://www.hotel-rey-courmayeur.com)

giovedì 30 settembre 2010

Sinfonia d'autunno

Ho visto nuvole passare alte: ho consegnato loro i miei ricordi. Ho visto uccelli volare in fretta per proteggere nidiate. Ho visto un bambino smettere di giocare: era solo, nessuno lo chiamava; si riparò sotto un vecchio castagno.
Oggi un sole autunnale mite e malinconico mi accompagna nei boschi disadorni. Un leggero vento fa cadere qualche foglia che, danzando, giunge al suolo e mi sussurra che quei ricordi consegnati alle nuvole sono stati accolti con gioia. Ma non erano mai stati dimenticati.

domenica 5 settembre 2010

Indimenticabile autunno

Era un giorno d'un tardo autunno, un tragico e indimenticabile autunno. Qualche raggio di sole ogni tanto riusciva a penetrare il muro di nebbia color piombo, mandando fasci di pallida luce filtrati dalle snelle e alte guglie.
La cattedrale era quasi buia e deserta; dall'organo la musica di Bach faceva compagnia a una figura angelica che, seduta in un angolo, guardava in alto. Quando uscì, la nebbia si era un po' diradata. Si avviò verso il lago: i cigni la riconobbero e l'accolsero gioiosi, ma appena la videro sola s'allontanarono veloci e silenziosi.
Fu un giorno d'un tardo autunno, un indimenticabile e tragico autunno.

sabato 21 agosto 2010

Appena la neve se ne va

Lassù, appena la neve se ne va, in una minuscola radura tutti gli anni nasce un giglio. Di giorno sorride al cielo, aspettando che quella mano amica lo raccolga.
Sfiorirà come sempre di notte all'inizio della primavera.

(La foto è tratta da: http://digilander.libero.it/erbavoglio/GIGLIO1.htm)

Nessuno se ne accorse

A primavera raccoglieva fiori di bosco: la gente rideva.
Preparava mazzolini di fiori di lavanda: la gente rideva.
Portava fiori di bosco e mazzolini di lavanda a sua madre: la gente rideva.
Se ne andò in autunno in compagnia delle nebbie: nessuno se ne accorse.

sabato 31 luglio 2010

Notti d'inverno

Nelle lunghe notti invernali, sogno luoghi lontani dove ho trascorso periodi della mia vita. Ma il sogno inizia sempre da quel sentiero che porta lassù, lungo e stretto nel suo infinito cammino.

domenica 18 luglio 2010

Il viaggio

Vorrei tornare lassù per rivedere il nostro regno. Vorrei tornare lassù per raggiungere prima l'infinito. Vorrei tornare lassù per ascoltare il vento che mi porta l'eco di una voce lontana. Vorrei tornare lassù per raccogliere primule gialle e violette blu: vorrei posarle dove riposa mia madre.

(L'immagine è tratta da: http://www.castellucciodimoscheda.it/foto.htm)