domenica 21 luglio 2019

La sorgente

Ormai vecchio, camminavo lassù. Avevo il passo lento e pesante, e i capelli grigi e radi. Sentivo il respiro delle rose di macchia, colorate da polline di stelle, e sui petali volavano le falene. Un vento piacevole ascoltava il mormorio delle foglie. Le radure, che un tempo raggiungevamo tenendoci per mano, erano monasteri sospesi in attesa di salire al cielo. Una sorgente raccontava una storia mai dimenticata. Nelle acque, era riflesso il tuo sguardo profondo di gitana, che ascoltava quella storia. Volevo lasciarti la mia ombra, ma era un'ombra stanca e fragile che viveva sola a novembre in un giardino dove i fiori erano spenti.
A volte passano nuvole lente, e sento l'eco del tuo canto e il pianto di una chitarra. Allora torna quella visione: una lunga e sottile ombra di una duna, dove quel giorno ci siamo persi per sempre.

domenica 7 luglio 2019

I barbari

Gli uomini, tristi mortali, non cercano più il sacro Graal. Le porte del Valhalla, il regno dove riposano gli dèi, sono spalancate, e si sente la melodia infinita del Parsifal. Bach ha abbandonato quel regno per trovare l'organo ferito e gli spartiti della sua musica, musica di Dio, tra le macerie di Notre Dame. Nei monasteri, sui monti selvaggi della Grecia, i volti mistici delle icone piangono nel silenzio. Nelle cattedrali, passeggiano indifferenti e sazie orde di turisti. Le pietre divine della guglia, che appartengono al cielo, giaciono sulla terra. Assomigliano a un cimitero di guerra senza croci. Se tornassero i barbari, di fronte a quelle sacre rovine farebbero il segno della croce e accenderebbero ceri.
Gli uomini, tristi mortali, non cercano più il santo Graal.

domenica 30 giugno 2019

Nell'incanto di ottobre

Nell'incanto di ottobre, tra questi boschi di ombre celesti, un tempo riposavano gli dèi. Una leggenda racconta che raccoglievano fiori da sorgenti nascoste, invise a noi mortali, e li offrivano al cielo. Oggi, sotto un cielo mite e paziente, cammino in questi luoghi. Sono quel ragazzo ormai vecchio che tu, già donna, incontrasti in quella città lambita dal deserto. Le querce, amate dai monti, mi invitavano ad ascoltare il silenzio del cielo.

domenica 23 giugno 2019

La quercia

Quel vecchio cogli occhi da bambino era tornato lassù, nel borgo spento e senza voci. In un giorno di sole riposava o, forse, sognava, sotto l'ombra di un'antica quercia ferita dalle tempeste. Come unico abitante di quel luogo muto, lo consideravo custode di lontani ricordi. Da buon montanaro, era di poche parole, ma il suo sguardo era un lungo racconto. Mi accennava di dune e deserti, e altre cose che non dirò. Fissandomi timidamente, diceva: "Quando cammini su quel sentiero, di notte si sente il pianto di un'ombra. Non tornarci".
Un anno dopo, ero lassù. L'erba sotto la quercia era bagnata da lacrime di stelle.

domenica 16 giugno 2019

Il tuono

Mentre il sole tramontava, la montagna si copriva di ombre, e nel cielo passavano nuvole dorate. Sui pendii boscosi la musica silenziosa delle foglie, e nella macchia tornavano ai loro nidi gli uccellini. Su un castagno riposava un angelo celeste. Da lontano un tuono, e l'angelo saliva verso il cielo, le cui porte si spalancavano.
Tu eri quell'angelo celeste che mi accompagnava e non mi abbandonava mai.

domenica 9 giugno 2019

Rose di macchia

Sotto l'ombra del monte c'è un piccolo mondo, dove ho trascorso la mia infanzia. Sui sentieri si sono spenti i rumori dei passi, e una fontana piange di nascosto. Ora quel luogo appartiene solo al cielo. Di giorno assomiglia a un dipinto di Turner senza cornice. Di notte è una cattedrale sospesa nel cielo. Gli dèi, esiliati dagli uomini, vi hanno trovato dimora, e contemplano il volto di Dio. A primavera, sulle rose di macchia lacrime di una madre da sempre lontana.

domenica 2 giugno 2019

Tra le foglie dorate


Le foglie di ottobre stanno ingiallendo, e nell'aria profumo d'autunno. Sul sentiero c'è un'ombra. Ha lo sguardo dei ricordi, e la luce dei sogni che la luna, di notte, viene a cercare. Tra le foglie dorate dei boschi riposano ombre di seta azzurre, e lentamente, nel mite crepuscolo, il sole muore.
Nel silenzio delle nebbie autunnali torna come sempre, lungo il sentiero, il pianto di una chitarra andalusa.