domenica 21 febbraio 2016

Quel bambino

Ricordo  un  bambino, un  bambino  che  giocava  da  solo, e  guardava  il  cielo  dalle  finestre. Da  ragazzo, aveva  lo  sguardo  triste e  il  passo  incerto  come  cercasse  qualcosa. In  un  luminoso  giorno  d'estate, fuggì  da  quel  borgo  montano  isolato - e  il  silenzio  parlava. Tempo  dopo, giunse  una  nobile, misteriosa  signora, cogli  occhi  coperti  da  un  velo  nero, e  chiese  di  quel  ragazzo.

I  pochi  vecchi  rimasti  in  quelle  montagne  raccontano  ai  passanti  che  quando  le  stelle  sono  più  chiare, e  la  luna  sorride, l'ombra  di  quella  nobile  e  misteriosa  signora  appare  e  scompare  sulle  mura  di  quella  casa  ormai  cadente, dove  qualcuno  aveva  portato  il  bambino.

domenica 24 gennaio 2016

Indimenticabile notte

Quel  giorno, il  sole  era  alto  e  il  cielo  azzurro  e  profondo  come  i  tuoi  occhi, mentre  fuggivi  in  quelle  foreste. Gli  gnomi  ti  accolsero  e  ti  fecero  loro  regina.
Era  di  notte  e, come  sempre, la  luna  era  vicina, mentre  camminavo  nel  deserto  assieme  ai  miei  compagni. Ma  quella  notte, indimenticabile  notte, accadde  un  fatto  strano: si  levò  il  vento, che  profumava  di  terre  lontane. Volevo  fermarmi  per  piangere, pensare  e  ricordare, ma  non  era  possibile. Nell'infinito  silenzio,  su  una  duna  un  angelo  che  ti  assomigliava  mi  prese  per  mano: raccontava  che  riposi  lassù,  dove  gli  gnomi  ti  hanno  nascosta  per  sempre  tra  fiori  eterni. Poi  sorrise  e  scomparve. Quella  notte, celestiale  notte, ho  capito  che  non s ei  mai  fuggita.

domenica 17 gennaio 2016

Quella radura

Di  giorno, la  tua  ombra  cammina e  mi  cerca  lassù,  tra  quei  pendii  scoscesi  e  silenziosi, dove  un  giorno  si  sono  allontanati  i  nostri  destini. Talvolta, il  vento  ti  sussurra  la  mia  voce, ma  non  sai  riconoscerla; e, dai  nostri  rifugi  abbandonati, si  avverte  l'eco. Ma,  di  notte, torni  e  riposi  in  quella  radura  dove  sono  rimaste  le  mie  tracce. Quando  me  ne  andrò, troverai  la  mia  ombra  in  quella  radura, dove  resteremo  per  sempre. Tutti  gli  anni, a  novembre, i  lupi  verranno  a  trovarci.

domenica 27 dicembre 2015

D'inverno

Con  passo  ormai  lento  e  incerto, sono  salito  lassù, nel  nostro  regno, dove  le  chiome  dei  grandi  alberi  guardano  il  cielo  e  parlano  di  te. In  questi  luoghi  silenziosi  e  solitari, dove  l'aria  è  pura  e  profuma  di  resine, cammina  la  tua  ombra. In  una  ferita  di  una  vecchia  quercia, ho  nascosto, lontano  dal  mondo, sogni  e  ricordi. D'inverno, la  nebbia  sottile  e  leggera  penetra  in  quella  ferita  della  vecchia  quercia  e  si  ferma  e  poi  ascolta. Sulla  corteccia, lascia  gocce  di  pianto. Da  nuvole  lontane, l'eco  del  tuo  clavicembalo.

(L'immagine  è  tratta  da: http://www.fotoplatforma.pl/fotografia/it/3770/)

lunedì 14 dicembre 2015

Dal cielo

È  la  notte  di  Natale. Gli  abeti  rossi  sono  dipinti  di  bianco. So  che  dal  cielo  mi  ascolti. Voglio  dirti  che  i  nostri  amici  lupi  di  un  tempo  hanno  lasciato  una  traccia  sulla  neve  che  conduce  lassù, nella  nostra  radura  imbiancata, portando  per  noi  bacche  rosse  e  muschio  come  culla  per  il  bambino. San  Francesco  se  ne  è  accorto  ed  è  sceso  per  mostrare  ai  lupi  il  Salvatore  celeste, che, riconoscente, sorride. Nel  mistico  silenzio  si  sente  un  violoncello  intonare  Bach. Dalle  tane  dormienti, giungono  rumori  di  gioia.


domenica 29 novembre 2015

Quella notte

Il  cielo  era  blu  intenso, e  le  stelle  lo  dipingevano  di  luce  divina: vicine  e  pensierose, ascoltavano  il  silenzio  del  deserto, dove  si  confondevano  gli  orizzonti. Quella  notte, come  sempre, camminavamo  con  passo  lento  e  continuo. Una  stella  mi  seguiva, e  una  voce  sussurrava  che  lassù, nella  lontana  radura, erano  sbocciati  i  nostri  fiori, e, tra  i  fitti  rami  verde  scuro  dell'intricata  boscaglia, era  nascosto  un  solco. La  stella  e  la  voce  si  spensero, e  in  quel  momento  sentii  i  rintocchi  delle  campane  del  mio  paese.
Al  mattino, a  un  mio  compagno  chiesi  se  avesse  udito  quel  suono. Mi  guardò  con  occhi  tristi  e  colmi  di  compassione, dicendomi  con  garbo: "Amico  mio, qua  non  ci  sono  campane, preparati  perché  fra  un  quarto  d'ora  dobbiamo  ripartire". Non  insistetti; eppure  era  vero.

domenica 15 novembre 2015

Le foglie smarrite

Tu  riposi  per  sempre  nel  fondo  di  quel  misterioso  lago  e,  dall'alto,  un  maniero  con  le  finestre  chiuse  vi  si  specchia. In  questo  giorno  di  novembre, quieto  e  malinconico, si  alzerà  un  vento  e  raccoglierà  foglie  smarrite  che, leggere, scenderanno  su  quelle  acque. I  cigni  neri  ti  aiuteranno  a  salire  e  potrai  vederli. In  quel  momento  sentirai  un  lamento  antico, che  il  tempo  non  ha  smorzato. Tornerai  nel  fondo  e  nessun  demone  ti  tormenterà; e  il  tuo  sonno  continuerà  placido.
Di  notte, un  fantasma  impazzito  vaga  su  quelle  acque.

(Nell'immagine: Ritratto  di  una  giovane  bellezza, di  Vittorio  Matteo  Corcos)