sabato 3 ottobre 2009

L'autunno

E' autunno. Il sole illumina di timida luce questi boschi che si stanno spogliando. Mentre cammino alcune foglie si staccano leggere dalle piante, e danzando si posano su una minuscola pozza d'acqua, dipingendola con colori donati dal cielo. Gli ospiti, rovistando tra fogliame secco e cortecce di tronchi caduti, preparano le tane per l'inverno.
E' sera, il silenzio è idilliaco. Un uomo dai capelli bianchi entra nel metato e osserva con attenzione se le castagne stanno seccando a dovere; poi va nella baracca preparata per l'occasione. S'addormenterà cullato da rumori amici, che non fanno paura, e sognerà quell'angelo che non tornerà mai più.
Sa che morire quassù d'autunno significa trovarsi già in paradiso.

Ritorno

Vorrei tornare lassù, dove c'è una sorgente nascosta da umido muschio e tenere edere. Vorrei tornare lassù e rivedere quel vecchio tronco adagiato sull'erba: ci serviva per riposare, e il cielo era vicino. Vorrei tornare lassù dove tutto ciò che nasce e muore è amico.
Vorrei tornare lassù dove tutto ci aspetta, ma da solo non posso.

(La foto è tratta da: http://www.comune.rosignano.livorno.it/html/Arte_Cultura/Museo_archeo/bos.htm)

domenica 27 settembre 2009

I cacciatori

Hanno ucciso una volpe: i cuccioli aspettano. Hanno ucciso una lupa: i cuccioli aspettano. In un'osteria i cacciatori parlano di una grande impresa.
Dalle tane i gemiti sono sempre più fiochi: sta arrivando il silenzio della morte.

(La foto è tratta da: http://wildfangs.forumfree.net/?t=35397324)

martedì 22 settembre 2009

La casa dei ricordi

Il vento che scende da lassù passando accarezza quella casa di sasso, da tempo chiusa e abbandonata. Raccoglie i ricordi e li porta lontano.

(La foto è tratta da: http://www.waltellina.com/storie/leggendetorre/index.htm)

domenica 13 settembre 2009

La fuga

Era notte e non riuscivo a prendere sonno. La mia camera era situata sopra la fumisteria del maniero. Mi affacciai alla finestra: una fitta nebbia avvolgeva tutto. Si sentiva il cupo rumore dell'acqua battere a ritmo costante l'ala sud della dimora. La barca attraccata pareva un fantasma in movimento.
Il cane correva qua e là nervosamente, abbaiando ogni tanto.
All'improvviso vennero accesi i lampioni del giardino, soffocati dal muro di nebbia. Muniti di potenti lanterne, i proprietari del castello velocemente arrivarono alla barca e, uno davanti e l'altro dietro, presero una specie di lungo sacco e poi lo trasportarono adagio nella fumisteria. Udii un po' di trambusto e una lunga conversazione, che però non ebbi modo di capire.

Al mattino tutto era normale come sempre. La nebbia si era diradata, un timido sole dava un po' di luce al lago desolato. Compresi tutto. Fu così che entrai nella mia stanza, misi le mie poche cose nella valigia e, al momento opportuno, abbandonai il castello senza che nessuno se ne accorgesse. Passando davanti alle acque, gettai un mazzo di fiori. Non vi farò mai più ritorno.

(La foto è tratta da: http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=8770&whichpage=7)

giovedì 10 settembre 2009

Il mio mondo

Il mio mondo finisce lassù, dove le creste catturano un pezzo di cielo: il mio cielo. Quando il sole illumina queste alture, sembra non possa andare oltre: il mio sole. Di notte il sorriso della luna non ti abbandona mai, le stelle puoi contarle ad una ad una: le mie stelle. Ne aspetto una che si sta avvicinando.

D'estate

D'estate raggi di sole penetreranno nel fitto fogliame, il leggero vento lo farà danzare per te. Di notte i nostri amici usciranno dalle tane per raccontare alle stelle la nostra storia, mentre la luna attenta sorriderà. Il vento s'insinuerà garbatamente per ascoltare.
Non salirò più lassù da solo, mi chiederebbero di te.