Sulle rive di quel pauroso lago, un uomo osserva le profondità, e a malincuore s'allontana.
venerdì 26 settembre 2008
Sulle rive del lago
Sulle rive di quel pauroso lago, un uomo osserva le profondità, e a malincuore s'allontana.
venerdì 19 settembre 2008
Il torrente
giovedì 11 settembre 2008
Lungo il sentiero
Mi fermai per la notte nel vecchio e quasi disabitato casolare: il vento leggero mi sussurrava il tuo nome. Poi calò il buio. Le cime catturarono uno squarcio di cielo notturno; le stelle sembravano vicine: si potevano contare a una a una. E come in un sogno, per un attimo, vidi il tuo volto.
Ora è dolce ricordare.
domenica 31 agosto 2008
Ricordi d'autunno
Era autunno. Dopo tanto tempo ripercorse quel viale che portava al vecchio maniero, austero e solitario, adagiato sul lago. L'aria emanava profumi amici, i ricordi si fecero più intensi e più veri. Ogni tanto qualche foglia si staccava dalle nude piante e cadeva sul viale.Mentre camminava, gli sembrava d'essere in compagnia, felice nel contemplare l'autunno. Giunto al maniero, i cigni lo guardarono e lentamente tornarono in acqua. In quel momento s'accorse di essere solo.
martedì 26 agosto 2008
L'addio
Al pensiero di dover partire, non aveva dormito. All'alba cominciò il concerto dei galli, i cui canti si alternavano di pollaio in pollaio, e lui ne comprendeva la provenienza. Dalla vicina stalla rumori amici e profumo di latte. I muli si avviavano sui sentieri con passo lento e sicuro: cataste di legna li aspettavano.Il sole stava inondando la valle di luce. Era tempo di partire. L'uomo guardò intorno attentamente per ricordare: sapeva che non sarebbe più tornato.
martedì 15 luglio 2008
La casa
Tu che vivi in quella che fu la mia amata casa, nelle notti invernali potresti sentir graffiare la porta da un lupo: non temere, cerca me. Se un capriolo coi suoi grandi occhi guarderà la finestra di quella che era la mia camera, non cacciarlo: sta cercando me. Se al mattino presto, sul portico, sentirai miagolare gatti ancora sporchi di tiepida cenere, dopo aver trascorso la notte in un angolo del vecchio forno, lasciali stare: cercano me.Questa stella più lucente delle altre, che punta dritto alla finestra di quella che fu la mia camera, crede ancora di farmi compagnia. Non guardarla: quando s'accorgerà che non ci sono più, non ti disturberà.
Gli amici

Da bambino, come compagno e amico, avevo un gatto bianco e nero, chiamato Ghefo. Quando morì piansi, e il dolore fu molto grande. Da bambino giocavo e sognavo da solo nel folto dei boschi. Quando il temporale giungeva improvviso, sapevo dove ripararmi. Dalle tane e dai buchi delle vecchie piante occhi mi scrutavano, ed erano felici che fossi rimasto.
Da grande la città m'inghiottì; ora sono anziano e mi accorgo che ho visto solo uomini andare in fretta, cupi e nervosi. Mi sento orfano, e qualche volta spero che i miei amici dei boschi sentano la mia mancanza.
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