domenica 16 giugno 2024

L'attesa

 

Tra le ombre dei boschi, il faticoso respiro di una rosellina morente e il pianto di una falena. Lo sguardo dei fiori, icone che attendono come me che qualcuno ci chiami. Dalle alture scendono aromi di solitudini ed echi di malinconia. Dal tremolio delle foglie, una nenia mi ricorda una terra lontana. Regalo le parole dei miei silenzi all'orizzonte. 

domenica 9 giugno 2024

Il cipresso

In un antico chiostro, con lo sguardo di eterne solitudini, meditava un cipresso. Come amico aveva un vecchio poeta di montagna, che ogni tanto andava a trovarlo. I due parlavano in assoluto silenzio. Da una vicina cella, un monaco, non si sa come, ascoltava, s'intristiva e qualche volta piangeva. 

Avrei voluto chiedere molte cose a quel vecchio poeta di montagna, ma non volevo turbarlo. Il mattino in cui abbatterono il cipresso, anch'io ero presente insieme ai monaci. Mentre il cipresso cadeva, un obliquo raggio di sole penetrava fra i rami e potevo udire le sue lacrime. Un monaco chiuso nella sua cella cercava lo spartito di una Fuga di Bach. 

Capivo che, in quello stesso momento, non si sapeva dove, si spegneva anche il vecchio poeta di montagna. Quel giorno, a Casa del Monte, il fantasma di una nobile signora lo cercava. 

domenica 2 giugno 2024

Il regalo degli dèi

Sopra di me l'infinito, le ali della solitudine, la luce delle alture e i tuoi occhi sospesi su una nuvola, che cercava l'orizzonte. Il vento mi raccontava le parole di quella terra lontana. Poi adagio sussurrava:"C'è un'oasi che da sempre ti aspetta". Lentamente il bosco si trasformava in una cattedrale gotica senza tetto. I fiori si coloravano di sfumature ignote, e si udiva una musica non terrena. 

Dal balcone azzurro del cielo scendevano gli angeli per ascoltare, tenendo per mano Aisha. Qualcuno aveva dimenticato tra il fogliame di un acero uno spartito di Beethoven. Forse era un regalo degli dèi cacciati dall'uomo prima di fuggire nel Valhalla. 

domenica 26 maggio 2024

La rosa morente

Timidi raggi di sole si erano addormentati e sognavano tra le ombre di un cipresso. Da una sorgente, scorreva acqua azzurra che lambiva felci e muschio. Nell'aria si udiva una triste melodia, e gli alberi piangevano in silenzio. Il cielo catturava il profumo dei fiori amati dagli angeli, e io, senza trovarti, ti cercavo nel blu dell'infinito. 

Confuso chiedevo: "Dov'è la bambina?". In un fossato di rovi, lo sguardo di una rosa morente, e piangevo. La sua luce era il mio rifugio e i petali la sua voce. 

domenica 19 maggio 2024

Il sogno

Mentre ascoltavo un lied del divino Schubert, il cielo si colorava d'azzurro e raggi turchesi sfioravano la mia tristezza. Su una nuvola celeste mi apparivi tu, bella come allora, e un angelo piangeva di gioia insieme a me. 

Lente si spegnevano le note, e il sogno svaniva. Restava l'eterna malinconia e la tua ombra confusa all'orizzonte. 

Signore, ascolta le parole di un poeta dimenticato. Questa notte, fammi sognare Amparo mentre cammina come in quel tempo lontano, tenendomi per mano lungo i viali di Siviglia, mentre lo sguardo del cielo bacia l'Andalusia. 

domenica 12 maggio 2024

Un piccolo sentiero

Nascosto nella selva della Garfagnana, c'è un piccolo sentiero che soltanto io conosco. Come me, ama il silenzio, la malinconia e lo sguardo mite del cielo. È un fedele custode del tuo nome e del sorriso della bambina. 

In autunno, quando si spengono le luci dei fiori, cerco i tuoi occhi. A volte, pensa alla mia tristezza e sussurra una preghiera. Anche se il peso del tempo rende faticoso camminare, farò di tutto per venirvi a trovare, sperando che non si siano spente le vostre voci. 

Nelle ore silenziose della notte, ascolto i Notturni di Chopin, e voi siete con me. 

domenica 5 maggio 2024

Era d'autunno

Era d'autunno. Una foschia diafana meditava nel sentiero dei miei ricordi. Le rondini erano già partite per cieli lontani. Sul muschio molle qualche viola agonizzava. I tronchi erano scheletri neri e i rami braccia tese verso il cielo, in cerca di aiuto. 

E io ti cercavo ai bordi del sentiero, nelle siepi disadorne dove dorme l'eco del silenzio, nascosto dalle foglie morte. Un malinconico vento mi portava le note del Valse Triste di Sibelius.