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domenica 27 settembre 2026

Nei lunghi inverni

Nei lunghi e freddi inverni di montagna, mentre eravamo seduti vicino al camino, un vecchio, che un tempo visse in lontane terre straniere e marciò in deserti assolati, raccontava storie e leggende che ci facevano sognare. Ogni tanto, si interrompeva per prendere un tizzone e rinforzare la pipa. Il mio adorato gatto di nome Ghefo, accovacciato sulle mie ginocchia, a ogni scoppiettio del ciocco apriva gli occhi, mi guardava e, rassicurato, li richiudeva. 

Sul tavolo, che profumava d'abete, accendevamo lo stoppino di un piccolo lume a petrolio per far luce e salire sulla scala a pioli, che portava alle camere. Poi come sempre una preghiera, il segno della croce e la buonanotte. 

Oggi, con il volto macchiato da innumerevoli autunni e abituato a vivere in città, per un momento ritorno bambino. Penso che quel vecchio fosse un poeta senza saperlo. Mi resta una certezza: l'uomo non aveva ancora distrutto i sogni. 

domenica 17 febbraio 2019

Il sentiero sassoso

Ora che sono vecchio e di tempo ne è trascorso, trovo singolare che nessuno mi abbia mai detto in quale paese o città io sia nato. Ho vissuto l'infanzia in un silenzioso borgo chiamato Casa del Monte. Ricordo il tavolo di castagno e la sedia impagliata sulla quale sedevo con il mio gatto adorato, che ogni tanto mi fissava con occhi pensosi. Dalla bassa finestra filtrava lenta una luce timida e malinconica: sembrava cercare qualcosa. Da sempre, mi accompagnava una visione: su un sentiero sassoso, una donna dagli occhi dolcissimi, con un carico di legna sulle spalle ricurve, che mi teneva per mano perché temeva che cadessi.
La giovinezza ma l'ha rapita il deserto.