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domenica 7 aprile 2024

Recuerdo

Da tempo si è spenta la tua voce, e anche gli echi si sono addormentati. È rimasta la solitudine e la poesia del pianto. Eravamo stranieri in quella terra lontana, in cui parlavamo con le stelle. 

Quando ti cerco nei colori del cielo, sento le note di una chitarra andalusa, accompagnata dal cante jondo, e ti vedo come allora ballare il flamenco. Nel mio cuore, ho nascosto lo sguardo misterioso dei tuoi occhi neri di gitana. 

Ricordi quando, nel deserto, ascoltavamo il silenzio di quella stella solitaria e amica? Non brilla più. Forse ci aspetta.

domenica 13 agosto 2023

Lo sguardo

Oggi il tramonto ha i colori dell'attesa, la voce del silenzio e lo sguardo della malinconia. Amparo! Questa notte, a Granada, sarà grande festa. Su tutta la città risuonerà l'eco del cante jondo, e l'arena sarà ornata di fiori. Federico Garcìa Lorca ti prenderà per mano e ti condurrà sul balcone del cielo. 

Vedrai le gitane andaluse come te ballare il flamenco. Dai tuoi occhi cadrà una lacrima macchiata di ricordi. Nessuno si accorgerà che mi stavi cercando. Amparo! Solo gli angeli lo sapranno.

lunedì 10 aprile 2023

El cante jondo

 

Una gitana dallo sguardo misterioso era tornata nel suo villaggio sperduto e assolato, in Andalusia, tenendo fra le braccia una bambina. Il suo nome era Amparo. Aveva vissuto in una città vicino al deserto, dove ballava il flamenco accompagnata dal cante jondo. Raccontava storie e leggende alle poche persone di quel luogo nascosto, facendole sognare. A volte, parlava di un ragazzo dagli occhi tristi incontrato in una terra lontana e straniero come lei, e gli occhi s'illuminavano di una dolce malinconia. a bambina sorrideva. 

Conosco un vecchio solitario, tornato a vivere a Casa del Monte, e nessuno sa da dove viene. A volte, sale su una radura e, mentre il tramonto spegne l'orizzonte, piange. 

domenica 12 settembre 2021

Amparo

 

Un velo di nebbia nella pallida luce dell'autunno, e sui sentieri che conducono lassù, a Casa del Monte, i fiori morenti ascoltavano il mio silenzio. Nelle ombre, echi di una lontana melodia. E tu, sotto cieli infiniti, dove di notte riposano gli dèi, sognavi e piangevi con lo sguardo delle stelle e la luce discreta della luna. 
Anch'io quassù piango come te, e sogno la luce del tuo ricordo. Da allora non c'incontriamo più, e per sempre sarà così. Vivremo sempre di quel sogno come realtà. Quando il sole illumina le palme nelle prime luci del mattino, consegna i tuoi sogni al vento che ascolterò; e quel vento, di rimando, ti racconterà i miei. Amparo! Come eri bella quando ballavi il flamenco e i tuoi occhi mi cercavano.