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domenica 1 agosto 2021

Gare du Nord

 

Lassù, in quel piccolo borgo dove qualcuno mi portò da bambino, sono rimaste quattro case vuote, e vi gioca il vento. L'aia è invasa da sterpaglie, tra le ortiche spuntano scheletri di attrezzi agricoli e le rondini volano altrove. Nella fontana, si specchiano le ombre e scorrono lacrime. Roselline selvatiche e gentili si sono aggrappate ai sassi della Maestà cadente, e disperate cercano di raggiungere il volto della Madonna. Noi abbandonammo borghi e paesi dai cieli azzurri, perché ci dissero che nelle città l'avvenire era roseo. Ora tutti gli amici sono scomparsi. Vivevano nelle periferie delle città, o ai bordi dei grandi complessi industriali, dove il cielo è perennemente grigio e gli angeli hanno sprangato le porte. 

Sono vecchio e da sempre porto con me una visione e una certezza. Ricordo un ragazzo come me, con gli occhi colorati da un'immensa malinconia, che usciva con una valigia consunta dalla Gare du Nord di una città francese. Aveva fretta e non ci salutammo, e le onde del vicino oceano rumoreggiavano. Capii che quel ragazzo sarebbe vissuto sempre esiliato.

domenica 16 ottobre 2016

Tu aspetti

Le  acque  dell'oceano  sono  le  lacrime  perenni  e  nascoste  dell'umanità. Di  notte, il  pianto  compassionevole  delle  stelle  le  colora  di  blu. Sui  fondali  crescono  bianchi  crisantemi. Appartengono  al  cielo. Solo  gli  angeli  possono  vederli  e  raccoglierli. C'è  un  lago, un  lago  che  nessuno  sa. È  profondo, profondo  e  limaccioso. Tu  aspetti  la  notte  per  non  farti  vedere, e  lì  nascondi  le  tue  lacrime.

(In  foto, il  lago  di  Vico)