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sabato 23 luglio 2011

La nuvola azzurra


Ho vagato nella grande foresta, cercavo le fiabe che mi erano state raccontate da bambino. Ho ascoltato il vento passare tra gli alberi, ho udito la musica degli angeli e l'eco di una voce lontana. Qui i fiori sono pallidi e gentili, e gli animali timidi.

Ho camminato sulle alte montagne, cercavo castelli immaginati in gioventù. Com'è bella la terra in questi luoghi remoti! Da quassù sogno di salire sulle ali di un'aquila che mi conduca lontano dal mondo, e che mi posi su quella nuvola azzurra che se ne va oltre le alture innevate.

(L'immagine è tratta da: http://www.patriziatorri.it/critiche/22%20aprile%202008%20blog_files/angelo02s.jpg)

domenica 21 dicembre 2008

Favola di Natale

Da bambino i miei compagni di giochi e di sogni erano le piante, le erbe, il vento, i temporali, il groviglio della boscaglia e i suoi abitanti, e tutto ciò che nasceva e moriva in quel regno. Ero contento che il sole non riuscisse a inondare di luce le foreste, perché altrimenti i miei segreti sarebbero stati scoperti.
D'inverno non potevo raggiungere quei luoghi incantati; così una volta, sul finire dell'estate, volli fare un regalo gradito agli animali dei boschi da me frequentati. Da un grosso masso abbracciato da edere verdi e da chiazze di muschio, vidi uscire uno zampillo d'acqua limpida e profumata d'erbe. Presi una grande, delicata e malinconica foglia e bevvi. In quel momento mi accorsi che l'acqua, ostacolata da piante che sapevano di menta e di limone, intonava una musica. Allora preparai una culla con felci e altre erbe, e misi un piccolo bambino Gesù in un incavo, non lontano dal melodioso zampillo.
I miei piccoli amici dei boschi si accorsero immediatamente di questa presenza. Usignoli, pettirossi e merli mantennero lindo l'ingresso dove giaceva il bambinello. I ghiri, prima del letargo, rinnovarono la culla con fogliame e pagliuzze secche, e le marmotte portarono mazzetti di agrifoglio prima del grande sonno. Gli scriccioli avrebbero vegliato durante il lungo inverno.
E fu così che, nella misteriosa notte di Natale, i lupi ebbero il privilegio di augurare buone feste al bambinello e ne furono entusiasti.

Nella calda stanza di città, colma di pacchetti colorati sparsi ovunque, e il tavolo pieno di ogni sorta di cibo, le luci si sprecano e m'infastidiscono. Con lo sguardo fisso a quei pacchetti luccicanti, qualcuno mi parla di notte magica e mi dà un calice in mano. In quel momento comprendo che la notte magica è lassù, dove la neve inonda la boscaglia con il suo bianco perfetto.