È autunno. Piange una sorgente nascosta tra le felci, e io sui sentieri calpesto foglie morte che non fanno rumore. Rimane solo il silenzio e l'immagine di un volto amato che non rivedrò mai più. Da un ramo si stacca l'ultima foglia morente, e un lead del divino Schubert l'accompagna, mentre per un attimo si posa leggera sulla mia spalla. Una luce furtiva mi porta la tua ombra.
Rimango sorpreso quando un soffio di vento scuote i fragili petali di una rosa vagabonda.

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